domenica 16 agosto 2020

Qualcosa ho letto, dai


Parto con l'ultimo letto, da destra verso sinistra:

Febbre - Jonathan Bazzi

L’inizio è stato un po’ faticoso, non riuscivo ad entrare in sintonia con il libro, non certo per l’argomento, forse è stata l’alternanza tra i due piani del racconto, Jonathan durante l’infanzia e Jonathan adulto, ma alla fine credo sia stata la scelta azzeccata per l’intelaiatura del libro. Il racconto sviluppato in questo modo ha tenuto viva l’attenzione, almeno la mia. Una scrittura asciutta, molto diretta, che non ha risparmiato nulla, né al protagonista, né a noi. Jonathan si è denudato delle sue debolezze, una sorta di autobiografia, e questo ha il suo pregio e merita rispetto. Tutte le persone che incontriamo nel libro sono cammei ben incisi, incastonati in una vita di provincia dove devi fare i conti con dure realtà. C’è il racconto della malattia ma questo passa in secondo piano e alla fine del libro scopriamo che Jonathan ha cambiato pelle e si pone al mondo con una nuova consapevolezza.

Sono Mattia, scala CAlberto Piazzi

Paura delle 544 pagine superata alla grande. Ma povero Mattia! Dopo i 2/3 del libro mi sono sembrate persino troppe le sue disavventure ma se ci penso un attimo vedo srotolarsi tante storie di vite travagliate che conosco... La storia di Mattia ha un finale inaspettato ed è come il riscatto finale, il guizzo che pareggia i conti. È anche una storia di amicizie, di speranze disattese, riacciuffate con la caparbietà che solo i buoni sentimenti ti possono dare, è una storia per molti versi simile a quella di tante nostre famiglie, anche la mia. Dagli anni '70 al 2000 si ripercorre un periodo storico attraverso la storia di Mattia per il quale si parteggia da subito e si vorrebbe portarlo fuori dalle pagine per toglierlo da quello che potrebbe accadergli qualche pagina più avanti. Poi ti accorgi che Mattia è cresciuto e sa bene come affrontare le cose, cominci a fidarti di lui, affronti le pagine gustando i particolari dei personaggi minori, cercando di intuire il "cosa succederà". Finale a sorpresa.

La signora del martedìMassimo Carlotto

Mi è piaciuto molto! Non ho letto niente prima d’ora di Carlotto ma mi rifarò. Povero Fanzago! Attore porno vittima di un recente ictus, il signor Alfredo e una misteriosa signora che ogni martedì approda alla pensione Lisbona. È un noir con molti spunti e se in qualche parte del libro si sorride, in altre si riflette. Non vi racconto altro nel caso vi venga voglia di leggerlo. A me è piaciuto.

Lo scandalo dell’imprevedibile - Silvano Petrosino

Lettura breve ma non facilissima, almeno per me che sono anziana 😉. Comunque mi è piaciuto più il libro dell'articolo condensato pubblicato sulla QC giugno-agosto a pag 12 (dal sito "L'Occidentale.it")

1984 - George Orwell

Quindi l'ho finito. Se dovessi usare un aggettivo userei sconvolgente, se dovessi usarne altri aggiungerei bellissimo e attualissimo. Ho dovuto leggerlo piano piano soprattutto l'ultima parte e lascerei a voi capire il perchè. Arrivi in fondo sperando che tutto quello che ti immagini non avvenga, sperando che girando pagina Winston si svegli da un sogno. Lì dentro ci siamo noi. L'unica speranza non si trova tra le pagine del libro ma nella sua appendice. Orwell pare nascondere, tra minuziosi dettagli di cose all'apparenza insignificanti messi alla fine del libro, il suo vero epilogo. Usa un verbo, e lo usa al passato. La speranza è nel nuovo corso delle cose. L'amore quindi può salvarci. (Potrà salvarci?) 


(Che bello tornare a scrivere sul blog! Perchè l'ho abbandonato per così tanto tempo?)

 

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