mercoledì 9 settembre 2020

Qualcuno ha "guardato giù"...

 ...non può essere solo fortuna...

Di tutto ciò che il 2020 ha portato nella nostra vita, di paese e personale, non ho raccontato nulla. Oggi vorrei tentare.

Ieri abbiamo rivisto un amico dopo tanto tempo. L’ultima volta è stata a febbraio. Poi è arrivato il Covid-19 e a marzo è stato ricoverato; alti e bassi, dentro e fuori la terapia intensiva. Il suo ricordo di questi mesi è come un racconto di fantascienza: “Sono svenuto a casa e come nella nebbia ricordo persone tutte bardate che mi hanno portato via, poi il nulla. L’ospedale è stato un incubo. Vedevo questi “marziani” che si muovevano intorno a me: Dove sono? che cavolo vogliono questi? Mi hanno rapito e cercano di impossessarsi del mio cervello. Chiamavo aiuto, chiamavo i carabinieri. Loro sorridevano. Poi il dolore, forte, ogni muscolo faceva male, non potevo fare niente, dovevo essere aiutato in tutto. Il letto, le pareti, i macchinari, le lunghe ore da solo. Ho proprio visto la morte in faccia. Non riconoscevo i miei famigliari, sono dimagrito 25 chili”. Poi piano piano il suo fisico ha risposto ed è uscito dall’ospedale mi pare a maggio, su una sedia a rotelle. Ora sta riprendendo in mano a piccoli passi la quotidianità, ha ripreso peso e cammina sulle sue gambe.

Un altro caro amico, al contrario, non ce l’ha fatta. Di lui mi resta, ci resta, il ricordo della splendida persona che abbiamo conosciuto, e al quale siamo rimasti tutti legati anche dopo, fuori dall'ambiente di lavoro. Lascio il posto alle parole di Paola perché ogni altra sillaba mi sembrerebbe stonata.

1 aprile 2020 - In ricordo di Antonio Cavioni (25 febbraio 1952 – 28 marzo 2020)

Mio padre.

https://righediarte.com/2020/04/01/in-loving-memory/

 

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A inizio pandemia, su un quaderno, ho iniziato ad annotare i casi di contagio del nostro paese. I comunicati del Sindaco un po’ ci preoccupavano e un po’ ci rassicuravano man mano. Dall’8 maggio tutto tace (e speriamo continui a tacere):

3 marzo 2020: 1 persona contagiata

11 marzo: 2 persone contagiate

22 marzo: 4 persone contagiate (2 a casa, 1 ricovero, 1 decesso)

1 aprile: 7 persone contagiate (3 ricoveri, 2 guariti, 2 decessi)

5 aprile: 7 contagi (2 guariti, 2 sotto osservazione, 3 decessi)

15 aprile: 8 contagi (2 guariti, 2 ricoveri presso RSA, 1 dimesso in isolamento presso abitazione, 3 deceduti)

8 maggio: 9 contagi (3 ricoveri presso RSA in buona salute e in attesa di tamponi di controllo, 3 guariti in buona salute di cui solo 1 in attesa di tampone di controllo, 3 deceduti).

Non è stato un periodo facile per nessuno e credo che il nostro piccolo paese sia stato molto raccomandato nelle alte sfere.

Se provo a riavvolgere il nastro all’indietro trovo tracce di rosari, di Messe viste al computer, di minuti di telefonate esauriti prima del tempo, di preoccupazione per il fratello che “forse l’ho preso” (e lo aveva preso ma l’ha scoperto solo a giugno facendo il sierologico), di nipoti che non ti asciugano l’ugola, di mariti che non brontolano se li mandi a fare la spesa perchè “almeno esco”, del giornalaio che ancora passa a lasciarti il Corriere tutti i giorni, di tante altre cose che non ricordo o che fingo di non ricordare .

Paolo a te lascio il compito di chiudere il post (e cerca di goderti la pensione ora) e vieni con gli attrezzi che devo farti lavorare.


Edit del 10 settembre. Eh ma allora un po' strega lo sono davvero, mi dispiace dover aggiornare i messaggi Covid del nostro Sindaco con l'aggiunta di quello postato poco fa:

🔴 AGGIORNAMENTO CORONAVIRUS DEL 10.09.2020

Cari concittadini,

Dopo settimane di assenza di nuove segnalazioni, nella giornata odierna dal portale ATS ho appreso della positività di un cittadino di Colturano.

Si tratta di un paziente asintomatico, che ha effettuato volontariamente un test sierologico di rientro da un viaggio.

Poiché l’esito era debolmente positivo, ATS ha ritenuto di effettuare un tampone come prevede il protocollo.

Ora sta ovviamente osservando la quarantena presso l’abitazione, in attesa del tampone di verifica.

Questo segnale, sia pur in una situazione di assoluto controllo, indica che non bisogna in alcun modo abbassare la guardia, e mantenere i comportamenti previsti dalla normativa che sono esclusivamente volti a ridurre il rischio di contagio.

Per questo motivo, mio malgrado, ho dovuto chiedere all’Associazione Pro Loco Colturano-Mi di sospendere la Festa del Ponte prevista per il prossimo sabato. Nonostante sono certo che fossero state previste tutte le precauzioni necessarie, l’eventuale assembramento che si sarebbe potuto creare in occasione di una festa popolare è un rischio di contagio che ho ritenuto di non far correre alla nostra comunità.

Ringrazio i componenti della Pro Loco per la comprensione della mia decisione: sono certo che ci saranno presto nuovi momenti di aggregazione e socializzazione.

Grazie per l’attenzione 

Il Sindaco

Giulio Guala



martedì 18 agosto 2020

Potere di una firma

Potrei stirare ma fa caldo e mi sono messa a guardare l'Albo Pretorio del nostro comune. Mi sono imbattuta nella determina accertamento quota 5 per mille. L'anno di competenza non l'ho trovato e sono andata a cercare questo ed altro sul sito del Ministero dell'interno (https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/irpef-5-per-mille-assegnazioni-disposte-nellanno-2020). L'importo di questa determina si riferisce all'anno 2017. Ho ripercorso a ritroso, mi sono guardata gli ultimi 5 anni e ho trascritto gli importi che vedete sotto. Direi che siamo scesi di molto in 5 anni. "Di molto" se penso che anche chi non deve fare la dichiarazione può fare la differenza con una firma solamente. Penso ai piccoli aiuti che questi importi possono dare alle famiglie del comune che sempre più spesso si rivolgono ai servizi sociali. Il contributo del 5 per mille è finalizzato solo agli interventi nel campo del sociale.


domenica 16 agosto 2020

Qualcosa ho letto, dai


Parto con l'ultimo letto, da destra verso sinistra:

Febbre - Jonathan Bazzi

L’inizio è stato un po’ faticoso, non riuscivo ad entrare in sintonia con il libro, non certo per l’argomento, forse è stata l’alternanza tra i due piani del racconto, Jonathan durante l’infanzia e Jonathan adulto, ma alla fine credo sia stata la scelta azzeccata per l’intelaiatura del libro. Il racconto sviluppato in questo modo ha tenuto viva l’attenzione, almeno la mia. Una scrittura asciutta, molto diretta, che non ha risparmiato nulla, né al protagonista, né a noi. Jonathan si è denudato delle sue debolezze, una sorta di autobiografia, e questo ha il suo pregio e merita rispetto. Tutte le persone che incontriamo nel libro sono cammei ben incisi, incastonati in una vita di provincia dove devi fare i conti con dure realtà. C’è il racconto della malattia ma questo passa in secondo piano e alla fine del libro scopriamo che Jonathan ha cambiato pelle e si pone al mondo con una nuova consapevolezza.

Sono Mattia, scala CAlberto Piazzi

Paura delle 544 pagine superata alla grande. Ma povero Mattia! Dopo i 2/3 del libro mi sono sembrate persino troppe le sue disavventure ma se ci penso un attimo vedo srotolarsi tante storie di vite travagliate che conosco... La storia di Mattia ha un finale inaspettato ed è come il riscatto finale, il guizzo che pareggia i conti. È anche una storia di amicizie, di speranze disattese, riacciuffate con la caparbietà che solo i buoni sentimenti ti possono dare, è una storia per molti versi simile a quella di tante nostre famiglie, anche la mia. Dagli anni '70 al 2000 si ripercorre un periodo storico attraverso la storia di Mattia per il quale si parteggia da subito e si vorrebbe portarlo fuori dalle pagine per toglierlo da quello che potrebbe accadergli qualche pagina più avanti. Poi ti accorgi che Mattia è cresciuto e sa bene come affrontare le cose, cominci a fidarti di lui, affronti le pagine gustando i particolari dei personaggi minori, cercando di intuire il "cosa succederà". Finale a sorpresa.

La signora del martedìMassimo Carlotto

Mi è piaciuto molto! Non ho letto niente prima d’ora di Carlotto ma mi rifarò. Povero Fanzago! Attore porno vittima di un recente ictus, il signor Alfredo e una misteriosa signora che ogni martedì approda alla pensione Lisbona. È un noir con molti spunti e se in qualche parte del libro si sorride, in altre si riflette. Non vi racconto altro nel caso vi venga voglia di leggerlo. A me è piaciuto.

Lo scandalo dell’imprevedibile - Silvano Petrosino

Lettura breve ma non facilissima, almeno per me che sono anziana 😉. Comunque mi è piaciuto più il libro dell'articolo condensato pubblicato sulla QC giugno-agosto a pag 12 (dal sito "L'Occidentale.it")

1984 - George Orwell

Quindi l'ho finito. Se dovessi usare un aggettivo userei sconvolgente, se dovessi usarne altri aggiungerei bellissimo e attualissimo. Ho dovuto leggerlo piano piano soprattutto l'ultima parte e lascerei a voi capire il perchè. Arrivi in fondo sperando che tutto quello che ti immagini non avvenga, sperando che girando pagina Winston si svegli da un sogno. Lì dentro ci siamo noi. L'unica speranza non si trova tra le pagine del libro ma nella sua appendice. Orwell pare nascondere, tra minuziosi dettagli di cose all'apparenza insignificanti messi alla fine del libro, il suo vero epilogo. Usa un verbo, e lo usa al passato. La speranza è nel nuovo corso delle cose. L'amore quindi può salvarci. (Potrà salvarci?) 


(Che bello tornare a scrivere sul blog! Perchè l'ho abbandonato per così tanto tempo?)

 

sabato 13 giugno 2020

Guardare in alto


Guardare fissi davanti a noi e ogni tanto, alzare lo sguardo. 


giovedì 16 aprile 2020

Non ci si frequenta da un pezzo

Poche parole per rimettere in marcia il blog. Non ho molto da dire, l'immagine è eloquente. Siamo a casa, stiamo a casa, dobbiamo stare in casa, finiremo per odiare la casa. Non metto mano qui da un secolo. Vorrei riprendere dopo l'abbuffata di Facebook che è bello, certo, tiene compagnia, certo, ma alla fine preferisco ancora questo angolo che è tutto mio. Mi mette un po' d'ansia tutta la faccenda della privacy e dovrò capire se è tutto a posto (AdSense e un'altra cosa che non ho capito. Che palle).
Per oggi basta così, il ghiaccio è rotto, gli occhi sono stanchi e la parete di panni da stirare dovrebbe essere affrontata con i ramponi. Ciao, bello, ci vediamo domani.