mercoledì 27 settembre 2017

Il Progetto Sprar muove qualche passo

Quando parlo con Guerriero so sempre da dove parto ma non so mai dove possono portare le parole. In questo caso il risultato lo vedete qui sotto. Tutto è nato da una telefonata: “Hai fatto tu la spia?” Sì, l’avevo fatta io la spia a fine primavera e avevo detto al Sindaco che avevi l’appartamento libero. Da lì è nato tutto. I tentennamenti, le chiacchierate a casa mia, qualche intoppo burocratico, poi la lunga estate e finalmente, oggi, la firma del contratto. Posso dirlo? Sono contenta. 
Tra poco arriveranno le prime tre persone delle sei che, secondo il progetto, dovremo accogliere in paese.  L’ultimo scoglio è trovare il secondo appartamento per le altre tre persone ed è per questo motivo che un pomeriggio ho buttato lì a Guerriero l’idea che forse poteva essere d’aiuto a chi era ancora titubante. Il mattino dopo su WhatsApp c’era già una ripresa di prova (in pigiama con i canarini in sottofondo).  Ecco la versione finale senza nessuna pretesa se non quella di una piccola testimonianza, di un piccolo paese, di due amici con poche certezze e tante utopie in testa.

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