giovedì 22 maggio 2014

A chi tocca nun se 'ngrugna

Devo scrivere velocemente perché sto scontando questi tre giorni di vacanza appena conclusi con giornate faticose  per un imprevisto in famiglia che spero si risolva presto (c'è poco da 'ngrugnarse, quanno tocca, tocca). Roma, Roma, Roma… non si è mai stanchi di vederla. Credo sia la quarta volta che ci torno ormai ed è sempre bello ritrovarla. Più caotica di quanto ricordassi ma comunque bella e grondante emozione. Forse qui più che altrove si può capire cosa sia la sindrome di Stendhal, quel groppo in gola che ti fa trattenere il fiato fino a boccheggiare e senti le lacrime arrivare, non sono storie, a me è successo. Due giorni più le interminabili ore del viaggio, due giorni senza respiro (qui Stendhal non centra) pianificati da don Andrea con meticolosa precisione. Tutto perfetto, dalla pensione presso le suore, alla guida di suor Maria Agnese, la visita ai giardini di Villa Malta (una vera rarità poterli visitare, ma si sa, lui è “raccomandato”), la cena presso la sua ex parrocchia di Santa Maria Domenica Mazzarello, la sgambata fin su al Gianicolo che ci è costata una ramanzina dal nostro autista (romano de Roma trapiantato in Lombardia) “ e no, nun ze fa così, me dovevate telefonà”. Noi ci siamo divertiti da pazzi; i 15 che hanno seguito don Andrea su per l’erta del Gianicolo col cavolo che in mezz’ora potevano farcela a salire, fotografare e scendere. Siamo arrivati con un’ora di ritardo lasciando l’altra metà del gruppo in balia delle paturnie dell’autista. Noi da bravi, ce l’abbiamo messa tutta per fare in fretta, abbiamo anche preso l’autobus per accorciare i tempi (e qui non possiamo dire oltre…Marino si incavolerebbe…). L’aneddoto più gettonato è stato "la scomparsa di G. nei musei vaticani". Non c’è più la G. , non c’è più, e cerca e torna indietro, non c’è più, in quella marea di gente basta perdere di vista un attimo il gruppo e ciao, sei fritto. Abbiamo cercato di rintracciarla ma siccome non era una minore i guardiani non si sono preoccupati più di tanto: “La ritroverete in san Pietro”. E infatti dopo più di un’ora, al termine del nostro giro nei musei, sentiamo la voce di G. poco prima dell’ingresso in basilica che finalmente riabbraccia il marito, spaventata ma felice. E la colpa chi se la becca? Il marito, ovvio: “Non mi dovevi lasciare, dovevi starmi vicino!”  Il tempo stringe, devo concludere, ho sonno arretrato. Devo assolutamente ricordare la nostra guida, suor Maria Agnese delle Missionarie della Divina Rivelazione. La sua spiegazione della Cappella Sistina ci ha fatto restare a bocca aperta e ci ha riconfermato la grandezza di Michelangelo, ma comunque è proprio suor Agnese ad aver catturato i nostri cuori. Il nostro viaggio brevissimo termina in piazza san Pietro tutti con il naso all’insù verso la finestra dove il Papa si affaccerà per il Regina Coeli. Al termine il Papa saluterà i “ragazzi di Lodi”, no, non siamo noi, ma ci sentiamo idealmente compresi nel gruppo. Sotto il colonnato chi trova don Andrea? Il cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney e cardinale della ex parrocchia romana di don Andrea, santa Maria Domenica Mazzarello. Saluti e foto, obviously. 

Camminata fino a Castel sant’Angelo sotto un bellissimo sole, due foto al volo ed è ora di tornare. O si, torneremo, Roma…





Abbiamo fatto centinaia di foto e c'è chi sta  preparando un bel servizio da vedere tutti insieme.

mercoledì 7 maggio 2014

Il piccolo imperatore cresce.

Ave Cesare.
Mille cose da raccontare ma zero tempo per agire.Quando poi arriva la truppa e si accampa per qualche ora, è il caos. Se penso all'estate sento l'ansia dietro alle spalle. Ave Cesare.