domenica 13 febbraio 2011

À quoi ça sert l’amour?


Non mi sono rammollita tutta d'un tratto. E' che...ho appena letto alcune frasi scritte da una persona del nostro paese  e idealmente le dedico questa canzone (qui c'è il testo anche il italiano). A cosa serve l'amore? A volte c'è un filtro spesso che si frappone tra noi e le persone ed è difficile, difficilissimo e a volte impossibile superarlo e guardare oltre. Viva Gianna e la sua prepotente voglia di vivere. Lei ci guarda e il suo giudizio è impietosamente vero. Il dolore spaventa le persone e le tiene lontane. Viva Gianna che il suo dolore lo racconta e ce lo sbatte in faccia perchè, forse, è l'unico modo, come dice lei, di vivere e non di sopravvivere. Si rivolge spesso direttamente a noi e ci chiama "carissimi".   A' quoi ça sert l'amour...
Ha voluto da me la promessa che avrei mandato i suoi pensieri a Rita Dalla Chiesa. Lei guarda tutti i giorni la sua trasmissione e vuole che Rita li riceva "in diretta. Ma tu sei capace di mandarli?" "Fidati, li ho già mandati". 

La parola amore è astratta ma in realtà se la vivi intensamente sembra che la tocchi.

La cultura è diversa che l'intelligenza. Io non sono colta ma sono intelligente. La cultura vuol dire sapere la geografia, la storia, ecc. Si è donne lo stesso.

Carissimi tutti, d'ora in poi io voglio vivere e non sopravvivere, così mi sentirò utile. Mi manca solo la parola "ti voglio bene".

Sapete quando si piange? Quando si conosce il bene e non si può avere. Dato che io ho avuto solo dispiaceri nella mia vita, allora non piango.

La bellezza non si deve sentire dentro, ma la bontà si vede, dentro.

Dio ti dà la vita ma se una la vive come me era meglio che non nascevo neanche.

Io vorrei una persona che mi fa sentire che sono ancora viva.

Il fascino io non credo di averlo ma posso essere affascinante con l'animo.

Sapete che cosa manca in questo paese? IL DIALOGO  (l'ha scritto così, maiuscolo, sottolineato)

Essere da soli è come avere il tuo corpo nudo. Non so proprio definire cosa si prova.

Voi sapete cosa vuol dire perdere una figlia? Noi tutti fino all'età di dodici anni la accudivamo facendole la ginnastica e dopo, la mia dorata Stefania, Gesù l'ha chiamata a sè. Se sapeste che dolore per una mamma non avere più la sua bimba fra le braccia. L'ultima volta che l'avevo in braccio mi guardava ma, non sapendo parlare, con lo sguardo mi diceva: "Mamma me ne sto andando". E così fu. E' morta in braccio a me.

Io fino ad ora non ho mai conosciuto la felicità. Speriamo che si presenti presto a me. Non vedo l'ora di conoscerla.

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