lunedì 8 marzo 2010

E' la "nostra" Giada?

Una persona qualche metro avanti a me richiama la mia attenzione distratta a quell’ora del mattino: un operatore ecologico. Di spalle, pettorina arancione, pantaloni grigi intento a raccogliere la carta da strada con un attrezzo con una pinza sulla punta. Svolge il suo lavoro con cura non tralasciando neanche i piccoli pezzi . Ma più che altro e la sua struttura fisica minuta e i suoi movimenti che mi colpiscono: un giovane. Mentre mi avvicino sento che saluta un’altra ragazza anch’ella intenta al suo lavoro, e mentre lo fa scorgo una parte del suo viso: “Ciao A…” dice con una voce gentile e con un sorriso dolce. Mi sorprendono il vocino e la grazia che mette nel suo saluto, una grazia in aperto contrasto con quel lavoro. Arrivo alla sua altezza, ci guardiamo, e rimango stupefatto dallo scoprire che è una ragazza. Lei nota la mia sorpresa e accenna ad un sorriso. E tutti i miei pensieri se ne vanno. La saluto con un “ciao”, mi risponde con la stessa grazia e con quel sorriso dolce usati prima con la sua amica. Poi, non senza scusarmi per la domanda che stavo per farle,le chiedo …“ma quanti anni hai?”.“28, fra pochi giorni 29”mi risponde. E lo fa con una punta di tristezza quasi sentisse già il tempo che passa. O forse pensava a quello che avrebbe potuto essere nella sua vita e non è stato. Quella immagine intensa nelle sue sfumature così contrastate, quel pensiero triste letto nelle sue parole, mi accompagnano per il resto della mattinata. All’ora di pranzo sintonizzo la tv su quella fiera della vanità e del nulla dell’informazione chiamata Studio Aperto al termine del quale viene trasmesso un servizio sulla settimana della moda. Fanno veder le solite indossatrici senza anima ed in particolare un modello di scarpe dai tacchi vertiginosi e dalla forma improbabile. Un pensiero improvviso occupa la mia mente. Immagino quella operatrice ecologica su quella passerella incurante di tutto e di tutti, vestita con un paio di jeans, una maglietta, un paio di mocassini comprati al mercato rionale con un trucco appena appena accennato, sfilare guardando avanti con atteggiamento dignitoso e con quel suo sorriso dolce. E immagino le indossatrici sedute ai lati e i burattinai/ burattini che le circondano e che ne parlano con tanta enfasi vestiti di stracci guardare stupiti quella ragazza orgogliosa del suo essere, felice nonostante tutto. Il suo nome è Giada. Lettera firmata
Da "Il Cittadino" dell'8/3/2010
Foto: http://www.flickr.com/photos/edopolo/4233722456/sizes/m/

Si è proprio la nostra Giada e ringrazio l'autore della "lettera firmata" (ognuno ha il proprio stile di scrittura e qui si riconosce benissimo!) per aver dato un tocco particolare a questa giornata. Gli scarponi sono una libera interpretazione del tutto soggettiva ma secondo si sposano bene con il testo della lettera; hanno l'aria d'essere robusti, di ottima fattura, fatti per durare nel tempo, per accompagnare passi su passi...(ahhh che sdolcinatura, sono scarpe e basta e mi piaceva la foto).

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