martedì 5 gennaio 2010

L'"avucatt" de Culturan


Questa non la sapevo e l'aggiungo alle curiosità che riguardano il nostro paese.
Dalla pagina sportiva de "Il Cittadino" del 2/1/2009:
(...)Furono loro, Tranquillo Scudellaro e Remo Tamagni, il sale e il pepe del ciclismo lodigiano negli anni Cinquanta, quando ancora la bicicletta era una necessità e la fatica di pedalare un sacrificio che tutti potevano comprendere, facendone quotidiana esperienza sulla strada della fabbrica o tra i viottoli di una campagna povera e generosa. Entrambi sono stati scoperti nelle fila del ciclismo dilettantistico da Eberardo Pavesi. L’“avucatt” (così lo chiamavano per aver promosso e vinto una causa legale su alcuni premi promessi e non corrisposti al Giro d’Italia) era nato a Colturano, dalle parti di Melegnano, ed era stato buon corridore dei tempi eroici, quando le strade erano un inferno di polvere e fango e le biciclette dei rozzi catorci senza cambio; da quasi trent’anni era il direttore tecnico della Legnano, dove aveva portato al successo generazioni di campioni, da Brunero a Girardengo, da Binda a Belloni fino all’intramontabile Gino Bartali e al Campionissimo Fausto Coppi. Occhiali scuri e basco alla Zavattini, Pavesi aveva un sesto senso per distinguere i corridori di razza, e quei due ragazzi che venivano dalla Bassa gli ispirarono subito buoni consigli. (leggi tutto l'articolo)
Fonte: "Il Cittadino" del 2/1/2010

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