mercoledì 16 dicembre 2009

Colturano adotta le Pigotte UNICEF


Da "Il Cittadino" del 16 dicembre 2009 - Colturano  - I bambini nati a Colturano negli ultimi mesi hanno, senza saperlo, un “fratellino” africano: è quello adottato grazie alle pigotte di Unicef Italia, che permettono di garantire un kit sanitario di base a un minore che vive in un paese lontano. Anche Colturano ha sposato l’iniziativa Unicef Italia “Adotta un Pigotta”: per ogni bambino nato nella comunità locale un bambino lontano viene salvato attraverso la simbolica consegna di una bambola di pezza ai genitori del nuovo bebè. Così si crea un vero legame fra due bambini di continenti diversi che non si conoscono, forse non si conosceranno mai ma condividono qualcosa da sempre. In paese le responsabili del progetto corrispondono non a caso alle impiegate dell’anagrafe: Emilia Fondrini e Antonia Talerico. Sono loro le prime ad archiviare i nomi di battesimo dei nascituri e ad attribuire loro un altro identikit che (purtroppo) li seguirà tutta la vita, il codice fiscale. Data questa vicinanza al “pianeta” nuovi nati si sono proposte anche come referenti del “ponte di solidarietà” targato Unicef. Sinora Fondrini e Talerico hanno consegnato a nuovi genitori di Colturano e Balbiano 29 pigotte per altrettanti nuovi cittadini venuti ad arricchire l’anagrafe nel 2009. Bambole tutte diverse una dall’altra, come unici sono i bambini, e tutte personalizzate con una carta di identità che riporta il nome del comune e quello del neonato. «Il principio del Progetto Pigotta è semplicissimo - spiegano le responsabili - quando il genitore arriva in anagrafe per registrare il figlio appena nato, noi proponiamo l’adozione della bambola di pezza. In realtà sono i bambini stessi a fare la scelta, l’adozione è attribuita a loro anche se ovviamente sono i genitori a decidere. Con 20 euro di donazione al momento della consegna è possibile fare già tante cose per un bimbo africano. Una somma così modesta è in grado di garantire interventi fondamentali per ridurre la mortalità nei primi anni di vita: si riescono ad acquistare vaccini, dosi di vitamina A, un kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera antimalaria. In molte nazioni del Terzo Mondo, dove i minorenni sono quasi la metà degli abitanti, questa profilassi sanitaria di base non è ancora garantita». Alla campagna Unicef Italia è possibile aderire anche contattando il numero verde 800745000 oppure il sito www.unicef.it.Emanuele Dolcini

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