mercoledì 18 novembre 2009

Scent of crisis [Profumo di crisi]



Da Il Cittadino di oggi, 18 novembre 2009
Anche il Sudmilano alle prese con il grande rebus del 2010: se sarà ripresa economica oppure ancora buio. Con il non secondario problema di trovare i soldi per l’eventuale secondo anno di ammortizzatori sociali: un rompicapo natalizio che incombe anche su governo, Inps e regioni. Nel frattempo, però, il panorama della gran gelata economica, che era una coltre uniforme e massiccia nove mesi fa, (forse) si differenzia anche se una rondine, o qualche rondine, non fa primavera. Una voce in controtendenza arriva ad esempio della Consorter di Melegnano, grossa realtà nella vendita e noleggio di macchine per scavi e movimentazione terra, con sede in viale Repubblica, la sp 17 nel tratto urbano. Alla Consorter la cassa in deroga, che aveva coinvolto 23 lavoratori su 34 complessivi, di cui 5 a zero ore per nove mesi, è finita a settembre. «Non l’hanno rinnovata - spiegano alcuni dipendenti - e nel 2010 secondo le intenzioni del gruppo non dovrebbe esserci nessuna richiesta di proroga. In edilizia e comparti affini negli ultimi mesi qualcosa si muove». Le centrali sindacali milanesi - ad esempio la Camera del Lavoro di porta Vittoria - stanno per chiudere i fitti registri del 2009 con un “censimento” che elenca almeno una trentina di aziende sudmilanesi nel pieno della congiuntura. A queste vanno aggiunte tutte quelle (meno individuabili) sotto i 15 dipendenti e tutta la galassia del lavoro atipico: allora si ha un’idea. Per Baruffaldi di Tribiano le settimane di cassa hanno raggiunto le 39; per Bulloneria Briantea, sempre in Tribiano, è cassa ordinaria per sessanta fino a metà novembre; Farina Casseforme di San Donato da luglio scorso è in cassa straordinaria; Waircom Mbs di Melegnano ha settanta dipendenti impiegati a turni sino a fino novembre; nel metalmeccanico risultano ammortizzatori ancora in atto (spesso a rotazione, oppure calcolati con settimane “brevi”, ndr) a Bulloneria Saba, Bulnava, Osla e Ociim a San Giuliano, Mazzetti, Star e Velati a Tribiano, Stm e Altieri a Melegnano, Ugitech, Unaohm e Elettrodata a Peschiera. Episodi di crisi anche nell’alimentare (Monder Peschiera), nella grande distribuzione (San Giuliano Milanese, Carrefour), nel tessile (sartoria Tam San Giuliano), nella logistica (San Carlo e logistiche minori sangiulianesi). E intanto gli imprenditori continuano a scrutare l’orizzonte. Alcuni giorni fa Renato Mazzetti, ex sindaco di Tribiano e manager della propria industria di componentistica alimentare, era eloquente: «Ho girato non una nazione, ma il mondo in una settimana alla ricerca di commesse - diceva- Qualcosa ho trovato, ma non basta». E proprio il mondo, non il Sudmilano, è chiamato in causa da un imprenditore chimico farmaceutico della zona, che mantiene l’anonimato: «Questa crisi spaventosa è servita a far capire una cosa: il mercato europeo da solo non ce la fa. Dipendiamo ancora dagli Stati Uniti. Chi deve «sparare il colpo di pistola» per far ripartire l’economia? Ma le banche, lo sanno tutti. Loro contano 98 e la politica 2».Emanuele Dolcini




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