venerdì 9 ottobre 2009

Questione di "cuore" in tutti i sensi



Così Guerriero ci invita a questa serata, fortemente voluta:
“Era un pomeriggio di un giorno di fine dicembre 2006,in ospedale. Improvvisamente un trambusto entrò prepotente nella mia camera. Via vai di infermiere,una valigia appoggiata per terra ed ecco che arriva un signore ,Renato.Comprendo subito che si trattava dei preparativi di un trapianto e ne fui felice per lui. Ma la felicità lasciò subito il posto allo stupore quando i nostri sguardi si incontrarono. Mi colpi la totale assenza della benché minima emozione. Il suo viso era immobile,i suoi occhi spenti come pure quelli della moglie che assisteva silenziosa e in disparte a quei movimenti frenetici. C’era una sorta di rassegnazione in loro. Poi Renato fu accompagnato in sala operatoria e se ne andò per sempre”. Non potrò mai dimenticare Renato della cui vita non so niente ma di cui conosco ogni frammento di disperazione da lui vissuta durante la lunga attesa di un cuore nuovo arrivato troppo tardi,quando ormai il suo fisico e il suo spirito si erano logorati.
Non è giusto! E’ a lui e a tutti i “Renato” del mondo che dedico il mio impegno.
E prego il Signore perché illumini i nostri cuori per un mondo migliore, più buono, più solidale.

Se ne parla anche qui.

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