domenica 6 settembre 2009

Vajguras- 19 novembre 1940

Non si dovrebbe leggere la corrispondenza di altri, è vero, ma la lettera che mi è capitata tra le mani oggi è un pezzo di storia; siamo in Albania nel 1940. Probabilmente mio padre, prigioniero in Albania, non era lontano dai luoghi citati. Mi ha fatto una certa impressione il tono della lettera che, pur nella cornice nostalgica, racconta con quanto coraggio, orgoglio e amor di patria il nostro capitano combatte contro Inglesi e Greci. “L’animo s’accende, una forza sconosciuta ci spinge a compiere le azioni più impensabili ed arrischiate con la massima calma e naturalezza”. Parole terribili ma, temo, sempre attuali.

2 commenti:

  1. Sulle punte delle dita della mano destra ho pronto un commento di risposta a chi volesse commentare negativamente il ritornare a certi momenti del nostro passato oggi visti da qualche illustre opportunista come il "male assoluto",ma che allora erano vissuti dai più con genuina passione e convinzione.Questa è Storia!Caro lettore che ti accingi a farlo,nota che la blogger ha voluto sottolineare la "passione" come valore assoluto oggi persa tra le nostre miserie indipendentemente dal momento politico.Attendo tuoi commenti.
    Distinti saluti.
    Guerriero Alongi
    Distinti saluti

    RispondiElimina
  2. La passione sì, come dici tu, ma mi ha fatto molta impressione il passaggio, quasi adrenalinico, che precede il passo che ho riportato nel post: tempo fa ho veduto parecchie pellicole sulla guerra del fronte Occidentale ma i bombardamenti non davano nessuna impressione. Ma ora essendo al reale è tutt'altra cosa, l'animo s'accende .. ecc.ecc" Vi ho colto un certo "compiacimento" che mi ha fatto paura. Forse la sensazione è sbagliata, certo, ma il raffronto con i racconti "del temp de guera" sentiti da mia mamma è spietato.

    RispondiElimina