lunedì 15 giugno 2009

Per Simonetta, per "noi", per tutti insomma.


Cara Sig.ra Simonetta, solo ora, intenzionalmente, rispondo ai suoi commenti alla mia del 28 maggio.
Si sa, quando “le bocce”(soprattutto della politica) sono in movimento, è facile perdere serenità di analisi e può quindi succedere che si perda la verità delle cose. La verità del mio intervento è tutta nei seguenti termini estratti dal mio scritto:
“…rispetto reciproco….valori…… supponenza….. arroganza…. coraggio….. umiltà….. intolleranza… entusiasmo….. genuinità…. rispetto….entusiasmo…. entusiasmo…. valori ….arroganza…..nobiltà (politica)…. male (dell’anima)….”
Non c’è niente di politico in essi, ma ciascuno di essi e tutti insieme hanno a che fare con “l’uomo” e i suoi comportamenti, con il suo “essere”. Da troppo tempo siamo presi dal “fare” dimenticando “l’essere” che poi è alla base del “fare” nel bene e nel male. E così facendo abbiamo perso ciò che distingue “l’uomo”dagli altri esseri viventi della terra: i valori, siano essi laici, etici, morali, religiosi. E la società è alla deriva. No, non sono pessimista, ma alcuni recenti eventi personali mi hanno aperto gli occhi e mi hanno fatto capire di quanto sia stato in passato colpevolmente distratto rispetto al degrado di una società in cui ormai domina il relativismo diffuso e in cui non ci sono più punti di riferimento per le nuove generazioni e per i più deboli.
Ecco perché mi indigno di fronte a certe brutture. Ma allo stesso tempo, trovo forza nella bellezza della natura che il Cielo ha diffuso in ogni dove e nella certezza che, se riusciremo a vincere “la paura”, potremo ritrovare la gioia del vivere.
Cosa c’entra tutto questo con la politica , dirà lei: niente!

L’argomento è vasto e forte e non voglio tediarla né tantomeno rubare spazio ad una rubrica ,”balbianblog”che Daniela conduce magistralmente parlandoci di “storie fantastiche “di ricci, di civette, di marce e di tante altre cose ormai perse nella nostra memoria con un linguaggio così spontaneo che a volte mi sembra di essere lì con lei a vivere quelle scoperte. Io credo che una tale rubrica debba trovare a livello locale un maggiore respiro e partecipazione in cui ritrovarci e ritrovare il piacere dello “stare insieme” con il duplice scopo di rompere l’isolamento e mantenere una cultura del territorio così piena di valori. Ma come farlo?
Con stima e simpatia
Guerriero Alongi

-------------------------------------

PS: mio piccolo scarrafone, cosa stiamo combinando?

Nessun commento:

Posta un commento